Ritengo la pista ciclabile lungo l'Adigetto un fiore all'occhiello di Rovigo ed una delle poche freccie nell'arco di Rovigo per portare turisti in visita. Provate a pensare in pochi anni cosa è diventata la pista ciclabile lungo il Mincio tra Mantova e Peschiera. Si organizzano pullman con bici non per vedere Mantova e Peschiera ma soprattutto per fare la pista ciclabile!
Prima delle vacanze ero andato a fare una pedalata lungo l'Adigetto ed ero rimasto stufefatto del fatto che le transenne in alcuni punti fossero pericolanti.
Pochi giorni fa sono andato a ricontrollare, questa volta con macchina fotografica.
Giudicate voi le condizioni:
lunedì 10 settembre 2007
Transenne pericolanti in pista ciclabile!
Pubblicato da
Fabrizio Pivari
a
15.11
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5 commenti:
tutto vero quello che dici,ma un pò difficile da fare,per il fatto di soldi e concessioni varie,forse un piccolo chiosco si potrebbe fare,ma per il resto mi sa di no,ciao sono un canoista visita il mio blog su libero...zerbo,oppure vai su libero new poi storie c'è la mia foto con la canoa.
A me piace sognare ad occhi aperti e dire quello che in altre città sanno valorizzare.
Ovviamente non si può avere tutto subito ma bisogna andare per gradi e rispondere alle domande più impellenti.
La prima è sicuramente: se mi scappa di far pipì e non sono un uomo o sono un uome timido e leggermente incontinente dove la faccio?
La seconda è: se fa caldo ed ho sete dove posso dissetarmi?
La terza è: se mi viene fame dove posso trovare qualcosa da mangiare?
Queste dovevano essere le tre domande da porsi in fase realizzativa e non certo se c'è buio come faccio a pedalare!
Innanzitutto vorrei cercare di farti un complimento, sperando non sia troppo banale, a quello che stai creando nel web, e mi riferisco al blog dedicato alla nostra città. Per non diventare OT contribuisco anche io nel dire la mia sullo stato delle infrastrutture della pista ciclabile che va dalla città verso la frazione di San Sisto ed oltre. Non vorrei essere troppo fiscale nel puntare il dito sull'incuria delle autorità competenti nel manutenzionare le strutture, forse è una questione burocratica di costi che non sono stati previsti nel bilancio e, ahimè, se quei soldi non ci sono nessuno va a lavorare per il solo bene della comunità. Questo non vuol dire però che con il prossimo bilancio ci si debba ricordare di metterci una pezza, non altro per dare un senso al denaro investito per realizzare dal nulla questo progetto. A mio giudizio questa pista ciclabile è molto più sfruttata e sfruttabile che non le altre varie ricavate negli anni più per un credo "politico" che per un'effettiva esigenza dei traffico ciclistico della città. Come tu hai giustamente riportato altrove, i ciclista medio rodigino è una sorta di anarchico delle regole stradali, egoista sia con gli automobilisti (e qui potrei anche arrivare a capire una sua intolleranza) ma anche con gli stessi ciclisti e con i pedoni, quindi vedo un buona percentuale degli stessi andare tranquillamente contromano, accerchiare i semafori rossi ed usare i passaggi pedonali come se fossero piste ciclabili con precedenza assoluta sul traffico. Ma tornando al tema, l'idea di tenere manutenzionate queste strutture, e non dico solo raddrizzare e consolidare le transenne, è necessario per non vedere una sorta di cattedrale nel deserto, costruita e poi lasciata a se stessa, cercando se non è già chiaro di chi sia, l'ente designato a fare tutto ciò in maniera chiara e, se necessario, mettere in grado di operare un controllo da parte degli organi preposti. dato che la Polizia Municipale si sposta anche in bicicletta, non vedo perché nonpotrebbero operare un controllo anche per prevenire eventuali fenomeni di piccoli vandalismi da parte di gruppi in vena di bravate per evitare la noia. E per finire veniamo alla risposta alle tue domande: al punto primo si potrebbe ovviare con almeno un vespasiano tecnologico, di quelli che ho visto in altre città, ma che non ho la più pallida idea di quali siano i costi di realizzazione e manutenzione. Ed arriviamo al punto due; qualcuno, verso la fine della pista ed esattamente alla prima chiusa che si incontra dipo San Sisto, ha pensato bene di mettere un distributore automatico di bibite, protetto da una tettoietta, una soluzione abbastanza artigianale ma che fa la sua funzione. Stavo pensando che,dato che lo storico bar-tabacchi di San Sisto è stato chiuso, non ci potesse essere una licenza commerciale libera per poter realizzare nello stesso spazio o spazio attiguo opportunamente segnalato, un'attività che fosse dotata di un bagno, magari anche a pagamento, così da bypassare il problema di istallarne uno apposta, così facendo si potrebbe aver risolto anche il tuo terzo quesito. Per concludere, avendo sentore che, con il proliferarsi delle utilissime rotonde in città, si potrà sostituire anche quella dell'incrocio semaforico "dei frati", sarebbe interessante vedere una prima utile integrazione tra l'attuale edicola ed un posto di ristoro come da te descritto, o almeno una coesistenza; da ex edicolante vedo un'opportunità di lavoro aggiuntiva e la possibilità di potersi inserire in una struttura pubblica o privata appositamente realizzata, magari con un tot di numero di anni di usofrutto.
Bene, concludo qui, scusandomi della prolissità, purtroppo una caratteristica di quello che scrivo spesso qui sopra.
Roberto
Roberto, semplice domanda: ti piacerebbe un blog tuo dove scrivere le tue su Rovigo del tipo roberto.tuarovigo.org.
Non solo sarebbe completamente gratuito ma ti farei anche i 10 minuti di formazione necessaria per gestirlo!
Fabrizio, semplice risposta: non è che sarebbe un onere troppo impegnativo e ambizioso per uno che non ha mai scritto se non per gratificare sostanzialmente se stesso?
In ogni caso se ne può parlare; come riesco a contattarti direttamente?
Roberto threecharlie(at)alice.it
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